LA MANIFESTAZIONE DEL 15 SETTEMBRE 2026


Martedì 15 settembre 2026, quasi 500 Medici di Medicina Generale si sono ritrovati in piazza Duca d’Aosta a Milano per manifestare contro le modifiche all’Accordo Collettivo Nazionale che prevedono, tra le altre novità, l’obbligo per i MMG di prestare fino a sei ore settimanali presso le Case di Comunità.

Una mobilitazione che ha riportato in piazza una categoria preoccupata per il futuro della Medicina Generale e critica nei confronti di concetti come “Ruolo Unico” e “debito orario”.

Il camice indossato da ogni collega era contrassegnato da una croce rossa sulla schiena, simbolo della possibile cancellazione di un modello di assistenza che per anni ha rappresentato un punto di riferimento per i cittadini.

Sulle spalle, inoltre, ciascun medico portava un cartello con il numero dei pazienti in cura: un modo semplice e immediato per mostrare concretamente il peso della responsabilità quotidiana affidata alla Medicina Generale.

A quattro anni dalla manifestazione delle “Coccarde Gialle”, LAMG è riuscita nuovamente a riunire centinaia di colleghi. Una partecipazione significativa, in una manifestazione che si è svolta in maniera composta, civile e rispettosa.

Dopo gli interventi di colleghi di diverse generazioni, il corteo si è spostato verso il grattacielo Pirelli, sede del Consiglio Regionale della Lombardia.

Una delegazione di rappresentanti è salita negli uffici regionali e ha incontrato consiglieri appartenenti sia alla maggioranza sia all’opposizione, tra cui Borghetti, Lobati e Monti, componenti della Commissione Sanità.

Durante gli incontri sono state illustrate le ragioni della protesta e le richieste della categoria, con particolare attenzione alla volontarietà della presenza dei MMG nelle Case di Comunità.

Il confronto ha riguardato anche temi centrali per il futuro della professione, come Ruolo Unico, SISS e burocrazia.

La manifestazione ha rappresentato soprattutto un momento di condivisione e di unità. Medici di età e percorsi professionali diversi si sono ritrovati insieme per ribadire la propria posizione e chiedere che le scelte sul futuro della Medicina Generale tengano conto della realtà quotidiana degli ambulatori e dei bisogni dei pazienti.

In Lombardia abbiamo spalancato una porta. Ora è il momento che tutti facciano la propria parte.

Auspichiamo che anche le organizzazioni sindacali non si rassegnino e continuino a lavorare affinché la partita dell’Accordo Integrativo Regionale (AIR) rimanga aperta.

La firma nazionale non deve essere considerata necessariamente come un punto di arrivo definitivo: si può ancora intervenire, si può ancora discutere, si può ancora cambiare rotta!

I Consiglieri regionali incontrati durante la manifestazione hanno indicato nella pressione sul Governo una delle strade da percorrere in vista del prossimo ACN.

Per questo la mobilitazione continua.

PROSEGUIAMO CON LA RACCOLTA FIRME PER LA PETIZIONE NAZIONALE

Perché la Medicina Generale non è soltanto una questione contrattuale: riguarda il modello di assistenza che vogliamo costruire per i nostri pazienti.

FIRMA E FAI FIRMARE LA PETIZIONE n° 1451 IN DIFESA DEL MEDICO DI FAMIGLIA:

https://petizionionline.camera.it/petizioni/web/home.html



PICCOLA RASSEGNA STAMPA:

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